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Polizze e mutui: interviene il Governo

 



Secondo una norma del decreto “salva Italia” la banca che impone uno specifico contratto realizza una pratica commerciale scorretta. E arrivano le sanzioni
di David Canaletto
lamiafinanza.it : 04/01/2012
Il tormentone tutto italico delle polizze legate a mutui e finanziamenti si arricchisce di un ulteriore ed inaspettato capitolo. Tra le pieghe del decreto “Salva Italia” appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale spunta infatti a sorpresa un apposito articolo, il 36 bis che, recependo integralmente un emendamento presentato da un partito dell’opposizione, definisce “pratica commerciale scorretta” il comportamento realizzato da una banca o altro ente finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obblighi il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla banca stessa.

Sul piano tecnico-giuridico il nuovo articolo si sostanzia in un emendamento dell’articolo 21 del Codice del consumo dove le pratiche commerciali cosiddette “scorrette” vengono esplicitamente definite con conseguenti rilevanti sanzioni a carico dei soggetti che le realizzino. L’introduzione di questa nuova disposizione, che è già pienamente operativa, è un vero e proprio blitz governativo finalizzato a impedire alle banche di approfittare di quel potere negoziale a loro favore che sorge nel momento in cui un consumatore chiede un mutuo o un finanziamento. L’emendamento è stato presentato dall’onorevole Antonio Borghesi dell’Idv ed è stato subito inserito dal Governo nel testo del decreto approvato alla Camera a sua volta confermato senza nessuna modifica dal Senato.

L’emendamento è stato inizialmente interpretato come una sostanziale delegittimazione del recentissimo provvedimento Isvap che, sullo stesso tema, vieta alle banche di essere contemporaneamente beneficiario e intermediario della polizza legata ad un mutuo in modo da non incorrere in un palese conflitto d’interesse. Lo stesso Borghesi, dal suo sito, ha respinto questa chiave di lettura precisando che l'emendamento in realtà si aggiunge a quello dell’Isvap e vuole agire su quelle banche che, in ottemperanza dello stesso provvedimento Isvap, scegliendo entro il prossimo 2 aprile di essere intermediari anziché vincolatari, continueranno a far sottoscrivere ai loro clienti le polizze emesse dalle compagnie con cui hanno rapporti commerciali.

Ricordiamo che l’Isvap ha analizzato il fenomeno prima di emettere il suo provvedimento, e ha riscontrato un volume di premi legato a questo business di ben 2,5 miliardi di euro annui, di cui l’80% in mano alle banche, con commissioni medie del 44% e con punte fino all’80% di ciascun premio.

Mettendo insieme il provvedimento Isvap e il nuovo articolo “Salva Italia” il nuovo quadro dovrebbe essere il seguente: ciascuna banca dal 2 aprile potrà essere intermediario o beneficiario. Se optasse per la prima soluzione, in virtù del nuovo articolo 36 bis non dovrà tuttavia obbligare il suo cliente a stipulare una polizza da essa stessa erogata se legata al mutuo in concessione. Dunque il cliente, su richiesta della banca, dovrà comunque stipulare una o più polizze, ma non sarà obbligato a sottoscriverle con la compagnia di cui la banca è intermediario. Potrà così assicurarsi con qualunque altra che, presumibilmente, sia più vantaggiosa in termini di costi o di condizioni praticate.

Eventuali condotte scorrette, se dimostrate, potranno essere sanzionate e questo sarà sicuramente un passo avanti a favore dei clienti. L’efficacia del nuovo provvedimento però è ancora tutta da verificare, alla luce delle politiche che ciascuna banca adotterà per adeguarsi alle nuove regole, ma soprattutto in base al grado di consapevolezza che ciascun cliente avrà al momento del mutuo di poter fare scelte assicurative più appropriate.