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Il 30% dei furti d’auto è fasullo

Il 30% dei furti d’auto è fasullo

02/08/2010
Un’inchiesta realizzata dal mensile Quattroruote, in collaborazione con la Divisione di Polizia giudiziaria della Polizia stradale, rivela che il 30% dei circa 132 mila furti d’auto registrati nel nostro Paese nel 2009 sono fasulli. Percentuale che si innalza per i modelli di media e grossa cilindrata.

L’indagine, tesa a ricostruire le diverse fasi del business dei furti d’auto, individuando la varietà dei soggetti coinvolti e i flussi di uscita delle vetture dal nostro Paese, indica che i furti in Italia sono agevolati dalla gran mole di documenti falsi circolanti: sono infatti milioni i certificati di proprietà rubati in bianco dalle tipografie dello Stato o dalle agenzie abilitate alle pratiche auto, che vengono poi compilati con dati falsi e quindi abbinati a carte di circolazione contraffatte.

Una volta effettuato il furto l’auto, preferibilmente di prestigio, viene nascosta il tempo necessario per ripulirla dei sistemi di controllo e dotarla di una nuova identità grazie agli specialisti di “falsi” che alterano il numero di telaio e sostituiscono la targa. Una volta ripulita la vettura viene affidata ad un corriere, solitamente un insospettabile e incensurato, che la porta a destinazione.

Ma i furti non sono tutto. L’inchiesta ricostruisce un caso particolare portato alla luce dai Carabinieri di Desio, in provincia di Milano: un imprenditore si reca personalmente a Bucarest per vendere il suo Suv di prestigio e, una volta rientrato in Italia, ne denuncia il furto, procurandosi denaro liquido attraverso la compagnia di assicurazione.